martedì 3 ottobre 2017

IL  DESTINO  DELL'ANIMA  E  LA RICERCA  DELLA  PURIFICAZIONE

Pitagora era mosso dal desiderio di tracciare una via di purificazione per l'anima, concepita come un principio divino e immortale imprigionato nel corpo per una colpa originaria.

Si tratta di una dottrina ripresa dall'orfismo, un movimento religioso sorto verso il VI sec. a.C. e molto diffuso in Grecia (si ispirava al poeta Orfeo).
Gli orfici ritenevano che, dopo la morte, l' anima fosse destinata a reincarnarsi fino all'espiazione delle proprie colpe. Era però possibile interrompere il lungo ciclo delle rinascite successive in corpi sempre diversi attraverso pratiche o riti di purificazione.
La ricerca di Pitagora si concentra nello studio dei mezzi per ottenere la liberazione dell'anima dalla via materiale: tali strumenti sono da lui individuati come in una prassi di vita ascetica (implica l'obbedienza a precetti severi), ma soprattutto nell'esercizio della filosofia.
Quest'ultima attraverso la ricerca e la conoscenza, conduce alla contemplazione dell'ordine consentendo all'uomo di riprodurne la proporzione e la misura anche nella propria vita.







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